bio & lure

Biologia e storia Pike

 

Lo studio biologico e comportamentale sul luccio che andremo a vedere racchiudono piccole e semplici nozioni utili per avere possibilità maggiori nell'insidiarlo, che servono come in ogni specie a cambiare i nostri approcci a seconda degli spot, dei periodi e delle taglie che andremo a trovare. Sapere qualcosa in più sul nostro avversario, che questo sia il luccio, il Bass o la trota sono di certo la crescita maggiore che possiamo pretendere non solo ad aumentare le nostre possibilità ma anche quelle legate alla sopravvivenza di questi, visto che nella cultura del C&R lo scopo finale è quello di recare il minor danno possibile affinché il nostro esemplare ritorni a svolgere le sue naturali abitudini. Potremmo incominciare a dividere i lucci in due grandi categorie, i lucci sopra metro e quelli al di sotto, gli esemplari sopra metro sono in questa specie, come nella maggior parte delle specie ittiche, le femmine, queste nel caso degli Esocidi sono le uniche a raggiungere grosse taglie ed età avanzate in quanto una femmina dì luccio può superare i 25 anni di età al contrario del maschio che difficilmente arriva ai 10 anni di vita, motivo per cui solo le femmine saranno esemplari sopra metro, e sono anche gli esemplari che non dovremmo mai Killare, Padellare, bracconare...ecc ecc. In un ecosistema presidiato dai lucci, prelevare o uccidere un esemplare di grossa femmina, specie se stiamo parlando di spot piccoli o ristretti come lanche, rogge o piccoli affluenti vorrebbe dire privarsi probabilmente dell'unico esemplare che depone migliaia di uova l'anno e se non dargli una fine, di certo, dover aspettare altre decine d'anni affinchè la popolazione dei lucci ritorni stabile e presente. La legge del nostro paese, contraddittoria, sottolineerei, prevede il rilascio della taglie minori anziché delle taglie in stadio riproduttivo, nonostante il ceppo italiano oramai riconosciuto come specie a se (Esox Cisalpinus) si stia estinguendo o ibridando sempre più col parente Northern Pike (Esox Lucius) a causa delle oramai sempre più insistenti semine, dedite a soddisfare le richieste dei pescatori, e questo almeno da 30 anni a questa parte. Oggi giorno risulta sempre più difficile riconoscere la nostra specie dagli ibridi in quanto la livrea del nostro ceppo, benché unica, cambia anche in base alla vegetazione, alla profondità e al tipo di acqua in cui si trova. La tipica livrea marmorizzata del Cisalpinus o Italico al contrario di quello Europeo è un segno inconfondibile ma che per sfortuna anche nelle specie ibride di nuova generazione è ancora presente e difficile da riconoscere. Il "nostro" luccio di certo ha un indole meno vorace e aggressiva dell'europeo e questo cambia anche il nostro atteggiamento nel pescarlo, approcci di "reazione" infatti sono più efficaci nella razza europea che nella "nostrana" in quanto come specie meno aggressiva e territoriale. Le taglie del luccio italico non sono poi cosi diverse da quelle del parente europeo, pesci "nostrani" infatti raggiungono e superano i 20 Kg di peso e i 130 cm di lunghezza esattamente come gli "europei".

La riproduzione avviene tendenzialmente tra febbraio e marzo, ma spesso i periodi di chiusura, troppo vaghi, non ci danno sempre la certezza di trovarci nel periodo prescelto in quanto questa avviene in base alle temperature e non al calendario, la temperatura della pre frega e della frega inizia quando la temperatura dell'acqua supera i 10 gradi celsius, variabile fino ai 14 gradi, per cui se la temperatura fosse di 12 gradi ci ritroverremmo quasi di certo nel periodo di frega. Il post frega, come il pre frega sono di certo i periodi migliori per catturare i grossi esemplari di femmina anche se una speciale attenzione dovrebbe essere associata al post frega, in quanto si, che i lucci risultino affamati a causa dello sforzo fisico della frega, ma più soggetti a decesso a causa di essa, per quanto io sia molto restio nel pescare in questo periodo di certo un po’ di buon senso riguardante la forzatura e il suo buon riossigenamento dovrebbe darci qualche possibilità in più per non recare danni irreparabili a causa del combattimento, specie se prolungato a causa dell'attrezzatura sottodimensionata. Un altro fattore importante sull'approccio legato ai grossi lucci al contrario degli esemplari più piccoli o dei maschi, è legato agli artificiali, alla loro posa e la loro dimensione, in quanto il luccio ha una buona memoria dei traumi che ha subito a causa della pesca e spesso associa rumori esterni alla presenza dell'uomo. Il luccio è di certo l'esempio lampante di caccia d'agguato, non è di certo un predatore che si fa decine di metri per rincorrere la sua preda ma predilige l’attesa e l’agguato grazie ai suoi scatti repentini che lo rendono il pesce nelle brevi distante tra i più veloci al mondo. Rami sommersi, ostacoli, rocce sono i posti dove lo andremo a cercare, gradini nel sottoriva fra gli erbai sul fondo potrebbero essere tutte zone di caccia, solitamente lontane dalla sua tana dove si rifugia per digerire lentamente le sue prede e dove difficilmente lo andremo ad insidiare, infatti gli spostamenti che fa inseguendo i banchi di pesce o dove sa di trovarli sono il suo tipico modo di cacciare, difficilmente troveremo più esemplari cacciare nello stesso spot a meno che i grossi esemplari abbiano già fatto la loro uscita e siano tornati in tana e gli esemplari più piccoli si siano spostati in quella zona di caccia. Spesso mi è capitato di catturare un grosso esemplare in una zona di caccia ma raramente di farne un altro a minuti di distanza, può invece accadere di farne un altro il giorno seguente ma sempre di taglie minori. I maschi o gli esemplari giovani molto spesso col “becco" rivolto verso la riva al contrario delle femmine che invece tendono a girarlo verso l’interno, in caso di acque scure li troveremo più vicini alla riva mentre con acque chiare un po’ più spostati verso l’interno, questo a causa della visibilità dell’acqua ovviamente, e queste due tipologie di acque cambieranno la loro tecnica di caccia sfruttando più la visibilità in caso di acque chiare o più le vibrazioni, grazie alla linea laterale, in caso di acque scure. Foraggio, temperature e ossigenazione sono i fattori di crescita più sensibili per i lucci, ma anche in questo le due crescite si divideranno con esigenze diverse in base alla loro taglia, le acque più calde rendono la crescita nei primi anni di vita più veloce al contrario delle acque più fredde per gli esemplari adulti e di taglia elevata, il nanismo di certi spot infatti potrebbe dipendere da molti fattori, assenza di foraggio di taglia, assenza di acque fredde o almeno di periodi di gelo, scarsità di ossigeno o per assurdo mancanza di grossi esemplari causati dal loro bracconaggio, che accelererebbero la crescita per sopravvivenza degli esemplari più giovani nonché del loro foraggio, motivo per cui prelevare un grosso luccio in un habitat ristretto creerebbe danni irreparabili in molti dei casi, il luccio di certo è l’equilibrio dei nostri habitat lacustri e fluviali, sia per i lucci stessi che per tutte le specie presenti.

 

La mortalità del luccio ha valori altissimi, specie per i primi anni d’età e per i maschi, nei primi due anni di vita i lucci di entrambe i sessi hanno una mortalità che varia dal 80% al 70%, passando al 60% nel terzo anno di vita, i maschi poi hanno un 50% di mortalità per tutta la loro esistenza a causa della frega, motivo per cui non diventeranno mai come le grosse femmine sopra metro. Un altro dato sensibile riguarda le immissioni dei laghi a pagamento solitamente, dove si crede che immettere ogni anno centinaia di esemplari renda la loro pesca più facilitata, il fattore dominante e spesso legato all’incompetenza di chi fa queste immissioni “selvagge” è legata al suo comportamento e alla sua indole, in quanto in uno specchio d’acqua la sua presenza sarà sempre auto bilanciata, per tanto se per ipotesi gestissimo un lago di pesca sportiva con un km di sponde, profondo mediamente tra i 4 e i 6 metri e la nostra popolazione fosse di 50 esemplari di taglia, anche se ogni anno per far felici i nostri clienti immettessimo altri 50 esemplari, ci ritroveremmo a distanza di pochi mesi sempre e solo con i soliti 50 esemplari, specie se in questi laghi, solitamente ex cave d’estrazione fossero assenti nascondigli, alberi sommersi e tutto ciò che assomigli ad una tana, indispensabile per i lucci. Alcune pratiche per aumentare le quantità di lucci in questi laghi sarebbe aumentare i nascondigli e aumentare la quantità di foraggio, ma comunque avremmo un aumento di pezzi non giustificato dal suo mantenimento. Di certo sono sempre scettico su certe politiche “attrattive” ed “illusorie” dove in questi laghi si pubblicizzano immissioni spropositate ogni anno per attirare clientela e “regolarmente” ad ogni loro evento o gara i risultati si dimostrino sempre imbarazzanti e spesso con esemplari malati, affamati e esteticamente inguardabili.

 

Di sicuro per chi ama la pesca sarebbe stupendo ritrovarsi un uno spot dove chiunque e ad ogni ora catturerebbe grossi e numerosi esemplari di luccio, ma solitamente questo avviene nei primi periodi delle suddette immissioni “selvagge” e neanche sempre, vedi esempi di gare al luccio dove le immissioni dei giorni antecedenti non hanno dato nessun risultato e reso la gara palesemente poco tecnica e deludente, poi a distanza di mesi le catture, vuoi per decessi vuoi per pressione di pesca tendono a dimezzarsi sempre più fino a tornare alle origini, in quanto pochi decidono di investire sul luccio e sul suo mantenimento, perché pescare il luccio ha tra le cose dalla sua, la rarità delle catture e la loro difficoltà e la richiesta di mercato vuole pescatori più soddisfatti per i numeri che per il valore delle catture. Per questo motivo tendo a sottolineare sempre che il Pike Club non è un “lago pago” ma una riserva gestita in modo tale da avere esemplari grossi e in forma e questo di certo rende le loro catture sempre difficili ma inappagabili. Di certo è impensabile credere di catturare un grosso luccio, con una grossa pancia e uno stato della salute impeccabile ad ogni uscita e su ogni artificiale, perché se cosi fosse allora quell’esemplare avrebbe problemi a reperire il cibo, motivo per cui attaccherebbe ogni cosa, e per tanto non avrebbe mai raggiunto una taglia degna di foto.

 

 

 

 

Esche & Periodi

 

Azione o reazione...

 

Osservando il luccio e il suo modo di caccia, si nota che ci sono due modi per insidiarlo vista la sua indole d’agguato.

La reazione è tutta quella fase di caccia dove si cerca di stimolare il suo attacco tramite esche che emettono vibrazioni forti o hanno recuperi più decisi, vedi gli Spinnerbait, i rotanti o ibridi come i Bucktail o i semplici Crank rumorosi.

Queste tendenzialmente si sfruttano con acque scure e in periodi miti e ben ossigenati, l’ossigenazione è importante quanto il suo periodo per farci decidere fra una strategia ed un'altra almeno quanto la colorazione delle acque e la tipologia del foraggio presente. Di certo se ci ritrovassimo in periodi di acqua fredda, scarsa percentuale di ossigeno e acque molto chiare difficilmente le nostre esche di “reazione” sarebbero efficaci come tutte le altre esche lente, vedi Jerkbait, swimbait, Jig o shad, che sono tutte esche che solitamente lavoreremmo in modo lento e spesso a mezz’acqua o sul fondo, al contrario della maggior parte delle esche di reazione che lavorano più in superficie e con recuperi molto più nervosi e veloci. Questo non toglie che nei periodi più adatti alla “reazione” non si possa optare per esche come i Jerk ma recuperati più energicamente per stare fra i due approcci. Altro fattore importante per la scelta dell’artificiale e il suo recupero sono le fasi della giornata e il tipo di attività che lo giustifica, se nello stesso periodo infatti ci trovassimo a pescare al mattino o alla sera avremmo due atteggiamenti diversi da parte del luccio in quanto le temperature sarebbero diverse, al mattino quando le acque sono più fresche che alla sera le nostre esche di reazione potrebbero essere più efficaci e viceversa per la sera, anche il posizionamento del luccio potrebbe essere diverso, al mattino grazie alla quiete della notte appena trascorsa se silenziosamente incominciassimo la caccia noteremmo di certo che lanci laterali anziché frontali sarebbero più efficaci in quanto sarebbe meno sospettoso di presidiare il primo sottoriva, al contrario delle ore serali che tendenzialmente più disturbati caccerebbero più nel centro che nella riva e si avvicinerebbero sempre più col calare della luce verso la sponda. La scelta della pesca con artificiali di “reazione” potrebbe anche dare i suoi frutti in momenti di apatia del luccio che spesso potrebbe girarsi per rabbia più che per fame, infastidito del rumore o dalla luce che le palette emettono in fase di recupero, questo approccio tendenzialmente lo si usa in momenti in cui il luccio non è in caccia, tipo le ore centrali o quando staziona nella sua tana.

 

Le taglie sono un altro fattore importante per insidiare le grosse femmine, in quanto molto selettive e con una buona memoria e sfaterei il mito dei vecchi martin 20 ciuffo rosso o dei jointed rapala da “roggia” per esemplari di taglia, le grosse femmine per arrivare a quella taglia sono di certo non solo sopravvissute ai loro simili o a tutti predatori in natura ma soprattutto all’uomo che difficilmente oggi come oggi non ha raggiunto tutti gli spot insidiabili, poi capita che in certi periodi dell’anno escano grossi esemplari su esche piccole viziati magari da fame o semplice casualità. Il range visivo tanto per dare due nozioni in più sul luccio è di 3 metri circa come azione di caccia, questo vuol dire che come tutte le specie predatorie calcola il consumo energetico per raggiungerle e ciò di cui ha bisogno per sopravvivere, ‘per tanto le occasionali catture fatte con esche piccole sono state come si dice “lanciate in testa” e nei grossi spazzi con alte profondità eviterei di fare una pesca basata sulla casistica ma bensì sull’aumento della possibilità. Se l’azione massima che il luccio adotta per la caccia è di un massimo di 3 metri, grazie a studi, si è notato che per quella distanza una potenziale preda deve essere almeno di 50cm e diminuire man mano che si avvicina al suo range di caccia, se immaginiamo un cerchio attorno al luccio come campo visivo la taglia della preda a due metri sarà almeno di 20 cm e intorno al metro di 10cm, questo giustifica le catture con artificiali piccoli e li racchiude in due casi, il primo è legato a spazi piccoli, il secondo alla fortuna di essergli passato vicino, ma se vogliamo aumentare le nostre possibilità per forza di cosa dovremo aumentare le nostre taglie se vogliamo avere numericamente parlando più occasioni di fare catture importanti. Altri fattori importanti sono la velocità dei recuperi e la scelta delle profondità che varia ovviamente da location a location e dal tipo del foraggio di cui si nutre, i recuperi con artificiali tendenzialmente se si pesca il luccio saranno prevalentemente lenti o medio lenti, solitamente lo si cerca a mezz’acqua o quasi sul fondo per cui esche prevalentemente ad affondamento lento, veloce o suspending sono le migliori.

 

Per gli esemplari più grossi si è notato che recuperi lenti a mezz’acqua o “Jiggati” sul fondo come i grossi Shad, le Jighead montate con un trailer tipo grub di generose dimensioni riescono ad ingannare molto più spesso le grosse femmine sospettose, sfruttando di certo la scarsa visibilità dei fondali e i recuperi lenti, anche grosse Swim o Replicant nei periodi più freddi e con acque chiare hanno da sempre dato le più belle catture, seguite dai lenti movimenti laterali e spesso rumorosi dei grossi Jerkbait. Ad inizio primavera oltre a Jerk e Swim un'altra esca molto efficace è l’Hairbug, un ibrido tra uno streamer e un Jig, che spesso ha fatto la differenza fra le grosse catture.

 

Negli ultimi anni l’evoluzione ha fatto spiccare le softbait tra le migliori esche da luccio, esche come le swim in gomma con armatura o montate con ami Offset antialga, o imitazioni di Anguille in gomma o gli ormai noti Bulldawg che sono ormai un mast per chi pesca i lucci.

Per finire la sezione esche, aggiungere due parole sulle canne, io tendenzialmente prediligo due set di approccio, la prima canna è una 3oz con azione fast o regular\fast da 7 ft, per pescare con esche relativamente piccole come le swim da 13\15\19 cm o piccoli Jerk da 10\12 cm, l’altro set che utilizzo è una canna 4oz con azione extra fast per i grossi crank o i grossi jerk o i replicant, di certo il luccio come anticipato in altre pagine va pescato, secondo me, con canne potenti e prevalentemente con azione fast, in quanto la ferrata e il recupero devono essere decisi e veloci.

 

Fasi Lunari, pioggia o vento.....

Un altra discussa teoria gia affrontata anche nel Pike Ask con Dario Lamico e Stefano Marconi è la pesca legata al luccio in base alle fasi lunari, cio sono teorie contrastanti a riguardo, dove qualcuno associa il sorgere o il calare della luna giornalmente ad aumenti di catture legate a casistiche più che a fattori scintifici. Per quanto riguarda me e la mia esperienza ho di certo notato delle differenze sensibili su questo fattore riguardante le catture, regolarmente prendo nota degli orari delle catture oltre che dei periodi e delle esche e di certo ho notato che osservando le fasi lunari spesso mi rendo conto di quanto siano influenti e di quanto coincidano ad esse. I cosi detti "moon set" e "moon rise" osservati per settimane hanno coinciso quasi all'80% sulle catture, vi porto un esempio rilevato a luglio, periodo in cui queste venivano monitorate al Pike Club, per dei giorni il "moon set" era intorno alle ore 14 e giorno dopo giorno ovviamente cambiava, alle 14.15 alle 14.30 e via dicendo, e regolarmente in quella fasce orarie, mezz'ora più mezz'ora meno, avvenivano catture. Di certo questa non è una scienza ma un valore aggiunto, in quanto, molti altri fattori climatici come pioggia o cambi di temperatura potrebbero viziare gli orari di caccia del luccio, nonostante gli studi non attribuiscano il luccio come una specie soggeta a cambi di atteggaimento legati alle fasi lunari si sa per certo che il suo foraggio però lo sia, per cui di conseguenza lo sia anch'esso.

Pioggia o vento sono altri fattori importanti per la caccia del luccio anche se sono due fattori che tendenzialmente cambiano lo stato dell'acqua e di conseguenza il suo approccio, sono ovviamente fattori che tendono ad influire sulla temperatura e sulla limpidezza, fattori che di conseguenza ci riportano alle due metodoligie di ricerca, azione e reazione. Per cui che sia vento o sia pioggia, l'increspamento o l'intorpidimento di essa ci spinge ad optare sulla pesca di reazione più che di quella d'azione tipica nella maggior parte delle nostre scelte legate all'indole del nostro avversario, l'agguato, per il semplice fatto che esso sfrutta più la linea laterale che la vista. Detto questo, ad ognuno la propria interpretazione, ma ricordate sempre quali sono i mezzi che usano i nostri avversari per recepire la presenza di una preda e vedrete che averete sempre buoni risultati, acqua chiare uguale visibilità, acque scure uguale vibrazione, temperature tropppo basse o troppo alte uguale metabolismo lento e temperature miti uguale metabolismo veloce, tutto e sempre legato a ossigenazione e quantità di foraggio.

 

 

 

Discussioni nonostante le evidenze interminabili sull'uso del BogaGrip

-Articolo scritto sulla rivista inglese ESOX WORLD

BEYOND COMPREHENSION

Steve Rowley

 

Alla giovane età di 49 anni ce ne sono ancora tantissime cose che ancora non capisco di questo mondo

come fa un piccolo pezzo di plastica darci l'abilita di digitare un numero che troverà un altro piccolo pezzo di plastica in un angolo sperduto di questo pianeta e in due tre secondi possiamo parlare vivamente con un amico o un membro della famiglia, come fa un filmato in tempo reale ad arrivare da un pianeta al nostro da guardare sulla tv, come fa un medico a fare un intervento talmente preciso su un neonato cosi piccolo da giacere nel palmo della nostra mano, come fa un qualsiasi amante della pesca al luccio usare uno strumento cosi barbarico come il Boga Grip? La tecnologia per me estremamente difficile da capire e ho immenso rispetto per quelle persone che sviluppano alcune delle cose più fantastiche che noi abbiamo a nostra disposizione nella nostra vita.

E anche fuori dalla mia comprensione il perche un qualsiasi pescatore potrebbe pensare che sia accettabile appendere un qualsiasi pesce dalla bocca, figuriamoci il mio stimato esox dal tessuto morbido della mandibola inferiore, con uno strumento da presa che ha solamente due piccoli punti di ancoraggio di 6mm. Lo trovo inconcepibile tenere un grosso luccio con uno di questi strumenti quando incominciano a ruotare su se stessi e violentemente sbattere da un lato all'atro, la possibilità di danneggiare la parte più preziosa del luccio (mandibola) mi fa venire i brividi solo a pensarci

é da un po’ di tempo che sto lottando qui nel mondo dell'esox e sulla pagina face book di esoxworld per provare a scoraggiare i lettori e amici di usare questi strumenti orribili ma continuo a vedere delle foto di questi maestosi esox appesi dalla loro mandibola inferiore sul Boga Grip, sono arrivato alla conclusione che questo è chiaramente un dibattito molto più grande attraverso il mondo che io abbia mai immaginato e per questa ragione che ho deciso di aumentare la mia campagna anche a lungo termine ma con lo scopo sicuramente di provare a sradicare questi strumenti barbarici dal nostro sport,infatti questo articolo è il mio piccolo passo verso l'ottenere questo successo, ma invece di continuare a ribadire quanto sia sbagliato o essere aggressivo verso chiunque nel nominare la parola Boga Grip ritengo che la campagna abbia bisogno di un approccio di sensibilizzazione, e desensibilizzare chi apprezza l'uso del Boga Grip nata da una tendenza più che da una necessità.

Tutti noi abbiamo imparato dai nostri maestri o predecessori e generalmente assorbiamo quello che essi ci hanno insegnato, cosi è piuttosto ovvio che in certi paesi ci sono dei gruppi di pescatori che pensano che usare il Boga sia normale e che vada bene, ecco perché credo che questi ragazzi non siano tutti pescatori barbarici e che non se ne freghino del loro amato esox, ma siano semplicemente dei pescatori che non sanno la differenza, io credo fermamente che questo possa essere la principale ragione per cui utilizzano questi strumenti, perche non credo che qualcuno vada in un negozio di pesca e prenda un Boga Grip dallo scaffale e decida di usarlo di testa propria. è senza dubbio un consiglio dato da qualcun'altro che reputa superiore per assecondare questa scelta.

Nel raccogliere le informazioni di questo articolo ho chiacchierato con Neville Fickling che qualcosa ne sa della pesca dei lucci; lui è probabilmente il pescatore di luccio con più successo nella storia della pesca inglese

Neville è altamente qualificato nel mondo dei pesci avendo ottenuto MPHILL ECOLOGY OF THE ZANDER, al BSC Zoology un diploma in “fisheries management”, tutto rinforzato con 10 anni di esperienza nel “fisheries management”, durante la nostra conversazione Nevill mi ha detto che questo discorso dovrebbe essere accompagnato da prove scientifiche se vogliamo veramente giustificare la campagna contro il loro uso,io generalmente sono d’accordo con Neville perche lui spesso ha ragione quando si tratta di argomenti legati ai lucci,ma devo dire che vedo la sua richiesta di prove scientifiche come niente più che fumo negl’occhi, perche tenendo su una creatura dalla sua mandibola tramite due piccoli ganci e fortemente sbagliato da qualsiasi punto di vista si possa interpretare e non ha bisogno di uno scienziato per provare che ha una ripercussione dannosa enorme non giustificata.

Se presumiamo che quei pescatori che utilizzano il Boga Grip hanno paura di essere feriti, cosa possiamo offrirgli come soluzione alternativa? Bene, non c'è un metodo sicuro per slamare un luccio o un muskye devi solamente imparare e praticare una buona presa solida e minimizzare il tutto quando riaprirà la stagione del luccio in ottobre e sommare le proprie esperienze,benché dolorose,ma col tempo efficaci, presto farò un video tutorial che si vedrà in questa rivista. il video mostrerà dei buon metodi saldi e l'attrezzatura usata per slamare in un modo sicuro. questo spero mostrerà l'alternativa per qui pescatori che utilizzano il Boga Grip.

Nello scrivere questo articolo di colpo ho avuto un colpo di genio (facendomi del male). Ho pensato di scrive ad alcuni dei pescatori più noti e con più successo in giro per il mondo per stabilire il loro pensiero sull'uso del Boga Grip.

Non avevo nessuna idea di quale potesse essere il responso, ed ho elencato ogni singolo responso che ho ricevuto da essi cosi che voi lettore possiate avere una vera riflessione su che cosa hanno detto questi pescatori sul Boga Grip, ho chiesto ad ognuno di racchiudere in una singola frase a riguardo e qui troverete le risposte:

 

BERTUS ROZEMEIJER – Probabilmente il più noto pescatore europeo di predatori

“Prima di aver dato un giudizio, ho provato il Boga e il Gripper Rapala, e si, nonostante il mio miglior uso, dovrebbe esser vietato!”

ULI BEYER – Uno dei maggior angler di successo tedesco ai Grandi Pike

“Per me il Boga Grip è uno strumento orribile di mezza età per torturare i Pike (a gli altri predatori). Non l’ho mai usato e mai lo userò, e secondo la mia opinione non ha nessun vantaggio” Ma gli svantaggi sono:

1: Ferisce i pesci

2: Si aumenta la perdita dei pesci, in quanto le nostre mani sono molto più veloci a reagire ad un pesce in movimento.

BOB MEHSIKOMER – Molto semplicemente Fishing TV Extreme e uno dei migliori in America

“gestire qualsiasi gioco di pesce, in particolare uno con i denti richiede cautela e sviluppo delle competenze. la tecnica corretta è quello di controllare il pesce afferrando la mascella inferiore. se fatto correttamente con le dita esposte vi renderete presto conto vi è un insieme di nervi che corre lungo la mandibola sulla parte interna della bocca. la punta delle dita entreranno in contatto con questi nervi, se il pesce è stremato sentirete un impulso che vi avverte attraverso il senso del tatto. se siete attenti, è il momento di rilasciare il pesce nel suo elemento, vale a dire l'acqua, in modo rapido. Manopole meccaniche utilizzate nella manipolazione di pesci possono limitare il rischio per il pescatore, ma contribuiscono enormemente ai danni della manipolazione. Questi mascherano i segnali di allarme naturali tra il pesce e il pescatore, causando quello che potrebbe essere chiamato manipolazione incurante dei vostri pesci. Le mascelle sono rotte, lo stress aggiunto è evidente, e l'effetto complessivo è che si rischia di danneggiare la nostra risorsa.

Evitare dispositivi di presa meccanici dovrebbe essere lo standard nella pesca sportiva. il processo di catch and release è più di una frase, è una pratica, una pratica che se fatta in modo errata è inutile. In definitiva, se non è possibile gestire una presa opercolare si dovrebbe considerare l'acquisto di una rete. (nota: persone che scelgono di fare la presa opercolare dovrebbero anche considerare gli ami senza ardiglione in ogni momento.)”

MIKE HULBERT - una guida muskye molto rispettata in Indiana

“I Boga style non dovrebbero mai essere utilizzati da chiunque si occupi della sicurezza e del futuro della pesca sportiva e di quello che catturano”

LUC COPPENS - Grandissimo “Predator angler” di successo Belga

"Fortunatamente, qui in Olanda non molte persone stanno usando il BOGA. Preferisco prendere un luccio decente per mano correndo il rischio di farmi male che farne al luccio. Io in realtà preferisco opercolare il mio luccio piuttosto che guadinarlo, in quanto questo può provocare danni alla loro pinne, e non mi piace questo avvenga.”

ARNAUD FILEPPI – Nota Guida e “Predator Angler” di successo Francese

"l'uso di un boga è una sciocchezza se si desidera rilasciare di nuovo l'acqua la preda. La pinza causa danni alla mascella inferiore, perché il luccio può essere troppo pesante per sollevarlo con essa. Se non ti piace gestire la presa di un luccio, usare i guanti progettati apposta per gestire pesci senza paura. Io uso una rete e poi un guanto quando prendo il luccio dalla mia barca.”

CARL ALLEN - Carl ha viaggiato per il mondo in cerca di grandi Esox

"Dopo tanto grandi progressi nella cura Esox in tante parti del mondo, l'uso di un Boga è un passo indietro enorme e completamente inutile."

AL RAWLING – Ha catturato più di 445 Pike sopra i 10 Kg

“Il Boga è solo un brutto e non solo. A prima vista sembra uno strumento maneggevole per tenere le mani lontano da pericoli, o almeno evitarli, ma il danno arriva quando un luccio si scuote, e lo strumento di presa diventa una affettatrice di bocche. La mia opinione è che non sono adatti per la pesca del luccio. Guadinate il pesce e lasciatelo riposare è il mio consiglio.”

 

Penso che sia giusto dire che l'elenco delle risposte sia stato piuttosto esaustivo. Questi commenti sono stati inviati da un gruppo di pescatori che dedicano enormi pezzi della loro vita alla ricerca di luccio o muskye, e vivono in ogni angolo del mondo Esox. Se il Boga Grip fosse una cassetta di sicurezza, utile strumento per salpare e rilasciare gli Esox, fidatevi di me, questi ragazzi lo starebbero utilizzando. Il fatto è che non sono né utili tanto meno di sicurezza, e di conseguenza ognuno di questi pescatori stanno lottando contro il suo utilizzo.

BEYOND COMPREHENSION

Steve Rowley

 

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